Ieri, visitando il blog della cara amica Milvia (http://www.rossiorizzonti.splinder.com/), ho scoperto, letto e apprezzato questa bella poesia di Alda Merini. Non potevo non ospitarla nel mio blog, considerando anche l'attualità del messaggio.
Una volta sognai
di essere una tartaruga gigante
con scheletro d'avorio
che trascinava bimbi e piccini e alghe
e rifiuti e fiori
e tutti si aggrappavano a me,
sulla mia scorza dura.
Ero una tartaruga che
barcollava
sotto il peso dell'amore
molto lenta a capire
e svelta a benedire.
Così, figli miei,
una volta vi hanno buttato nell'acqua
e voi vi siete aggrappati al mio guscio
e io vi ho portati in salvo
perché questa testuggine marina
è la terra
che vi salva
dalla morte dell'acqua.
Alda Merini
